«film»

realizzazione ,  concezione:
Damiano Foà, Fernando Maraghini, Maria Erica Pacileo

con: Olivier Dubois, Damiano Foà  e un gruppo coro.

Scenografia:
Damiano Foà

Musica:
Andrea Chimenti

 

"film" trailer

 


 

Damiano Foà fa un film. Non ha alcuna ragione di farlo :ne ha la necessità.

La ripresa del film è concepita come un'insieme drammatico d'opposizioni : spazi chiusi/aperti ( ad esempio l'interno di una fabbrica abbandonata si alterna a l'esterno di un spiaggia normanna), molteplicità dei figuranti (un danzatore, un attore di teatro ,delle marionette, un funambolo), variazioni di luce (luci artificiali di teatro/ luce naturale), diversità di materiali organici (legno, acqua, pietre, sabbia, esseri umani), punti di vista vertiginosi (scarto tra primi piani e piani lontani) ...È un cantiere in pezzi che lavora sui movimenti dei frammenti che lo compongono : un insieme chiuso e determinato ma che prevede anche un apertura totale al caso ,all'incidente. Questo film porta in effetti un idea del reale percepito come caos dei diversi elementi-solitari quindi indivisibili-che lo compongono ma anche come sistema di ciò che lega questi elementi con solidarietà in una sola massa solitaria.Tra grande e piccolo, animato e inanimato, movimento e immobilità, morto e vivo, presente e assente, reale e irreale , Damiano Foà concepisce questa realizzazione come un sistema caotico dove è ancora possibile de scovare una costante che potrebbe unire i diversi frammenti rispettando dall'inizio lo splendore di ognuno.
In una poetica che cerca di cogliere l'irrealità del reale , l'apertura che compromette tutto il sistema ,la lettura necessaria di ciò che sfugge alla ragione- siamo vicini a registi come D.Lynch, F. Fellini o Theo Angelopoulos- il film è innanzitutto la storia annunciata di un montaggio futuro : l'enigma che domanda la risposta o meglio ,nel senso beckettiano ,il mistero che si tiene a l'insolubile questione.
Nel "Film" di Damiano Foà non c'è titolo nè sceneggiatura; manca ogni riferimento a un proposito narrativo. Un pò come "Film" di Samuel Beckett ,la macchina da presa è in effetti intesa come occhio, cioè come atto della visione che capta la luce, il movimento ,le linee, la materia. Gli attori , non sottomessi dal semplice fatto di dover raccontare una storia prestabilita non sono essi allo stesso livello di tutti gli elementi dell'insieme delle riprese (sabbia, pietre) ? Non sono essi semplici cose tra le cose , materie organiche partecipanti allo stesso organismo delle altre materie? Tutto rinchiuso in sè stesso sconfina nell'altro: tutto partecipa a questo atto di creazione che consiste a scatenare le tensioni necessarie dove si può cogliere nel dramma della luce e del movimento delle immagini della solitudine che unisce pertanto una folla.

Come Beckett- senza alcuna pretenzione ma per un gesto artistico giustificato da una semplice evidenza- Damiano Foà chiama il film "Film" perchè la sola storia raccontata è quella del film stesso. In compenso se Beckett situava il dramma tra l'occhio e la macchina da presa, l'occhio di Buster Keaton e l'occhio dello spettatore, Damiano Foà centra la storia del suo film nei rapporti che s'instaurano tra le riprese e il montaggio . Così il suo film è la storia di colui che lo fà, la storia del regista. Una nuova idea di sceneggiatura viene fuori : la sceneggiatura non è più una storia prestabilita che bisogna raccontare attraverso il film , ma una regia di un cantiere che cerca in lui una storia possibile. Il soggetto del film è innanzitutto questo sguardo che il regista posa sullo spazio che lo circonda : percepito inizialmente nel suo divenire enigmatico , nella fragilità e l'incertezza proprie di ogni creazione , il montaggio cercherà di decifrarne la coerenza, la coesione, la necessaria lettura dell'insieme. Tutto ciò senza cercare di ridurre il caotico ad una logica,l'enigma ad una risposta ,il non-sense del sensibile al senso della ragione, ma rispettando di ciò che è caotico la chirezza del mistero : il filo teso del ghirigoro.


Ettore Labbate


Production:
Silenda, DRAC Basse-Normandie Ministère de la Culture et de la Communication dans le cadre d’une résidence à Falaise, Conseil Régional Basse-Normandie, Conseil Général du Calvados (ODACC), Ville de Falaise (dans le cadre d’une résidence), Almasen, Audioglobe, l’Hippocampe –Alleretour dans le cadre d’une résidence, Ville de Caen pour le prêt du lieu de tournage.


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