ARMONIZZAZIONE CORPOREA


E' un metodo molto semplice e piacevole, fondato sulla sensazione e distensione.

Attraverso movimenti semplici e naturali, focalizzati sulla schiena e sulla postura, l'insegnante invita a ricercare il ritmo armonico tra movimento e respirazione, tra tensione e rilassamento, attività e riposo.

Agisce principalmente sull’elasticità muscolare, sulla scioltezza articolare e la coordinazione motoria, l'agilità del corpo nella sua totalità.

Lo scopo è quindi di migliorare proprio quella facilità di movimento che nel quotidiano rende più semplice, economico e fluido il nostro agire.

E' un'attività che tutti posssono fare.

Le lezioni vengono svolte in piccoli gruppi in un ambiente confortevole, con l'ausilio di piccoli attrezzi e della musica.

Ogni lezione dura un'ora ed in genere viene consigliata con una cadenza di due volte alla settimana.

Le lezioni sono tenute da ELSA MERSI


I PRINCIPI BASE

IL RILASSAMENTO

Il rilassamento, come viene qui inteso, è una forma di distensione muscolare cosciente, lo scopo è quello di raggiungere uno stato di passività che, in questo caso, significa scegliere e mantenere volontariamente uno stato di inazione. Passività e rilassamento sono il rimedio naturale contro la stanchezza, o i dolori causati dalla fatica come: indolenzimento, contratture, miosi, crampi, tendiniti, nevriti, lombaggini, ecc.
Passività e rilassamento consentono inoltre di migliorare condizioni in cui la circolazione del sangue è resa più lenta da inutili tensioni, come per i mal di testa causati dalla contrazione dei muscoli della fronte, degli occhi o della nuca, o da insufficiente respirazione, con contrazione del diaframma ecc.
Il rilassamento, inoltre, aumenta la capacità di acquisizione di nuove tecniche e la capacità di modificare le proprie abitudini; diventa cioè più facile la presa di coscienza di ciò che è importante per noi. Arrivare a questo stato di passività cosciente in molti casi è un lavoro impegnativo che richiede molto tempo. Tuttavia già dalle prime sessioni si ottiene un rilassamento che porta risultati anche prima che si giunga allo stato ideale.

PASSIVITA' GLOBALE E IMMOBILITA'
Sdraiati a terra, e con l'eventuale ausilio di coperte o cuscini, cerchiamo di creare un appoggio completo di tutto il corpo, così che sia possibile sperimentare la sensazione di essere sostenuti in tutte le sue parti. Il sistema nervoso registra la sensazione del corpo che viene sorretto e risponde abbandonando il peso sulla superficie di contatto. Questo esercitarsi nel lasciare che il peso si adegui al contatto con il suolo sviluppa la capacità di trovare una postura che non implichi sforzo.

MOVIMENTI INTERNI E SENSAZIONI CORPOREE
Nella vita quotidiana le sensazioni corporee provengono nella grande maggioranza dei casi dai movimenti. Eliminati questi può succedere di non provare più niente perché non si ha l'abitudine di concentrare l'attenzione all'interno del corpo.
Abituandoci alla immobilità, sentiamo e osserviamo, senza intervenire sul loro meccanismo, tutti i movimenti interni, come la respirazione e il battito cardiaco. Successivamente prendiamo atto delle percezioni che affiorano, della differenza e della relazione tra le sensazioni esteriori e quelle degli stati profondi, delle sensazioni piacevoli e spiacevoli, accogliendole mentre si manifestano.

MOVIMENTI ATTIVO-PASSIVI
La passività può anche essere esercitata in contrasto con l'attività attraverso piccoli movimenti, prima sollevando e poi lasciando cadere isolati punti corporei.

PASSIVITA' PARZIALE
Si tratta di rilassare una parte del corpo pur conservando l'attività in un'altra parte.
Questo è molto importante perché si fa economia delle proprie forze lavorando in maniera più comoda e più facile. Non si è disturbati da tensioni inutili che generano rigidità.

LE POSIZIONI

La lunghezza del muscolo dipende dal suo stato di tensione, un muscolo teso è accorciato, un muscolo disteso è allungato. Un'articolazione circondata da muscoli tesi e corti è rigida, se i muscoli sono distesi e allungati, l'articolazione è elastica. Mediante alcune posizioni che andremo ad assumere durante le lezioni si può capire lo stato di tensione muscolare e come agire per migliorare il suo stato.

Si può agire in due modi:

1 - assumendo la posizione e osservando i punti di tensione; si eseguono poi dei movimenti passivi sulle articolazioni interessate, quindi si assume di nuovo la posizione e se ne osserva il cambiamento;

2 - si assume la posizione e si lascia passare del tempo "ascoltando" i muscoli; nel punto in cui sentiamo tensione, portiamo l'attenzione e attraverso il rilassamento lasciamo che il muscolo si distenda.

Per giungere alla distensione la cosa più importante è la concentrazione, cioè il modo in cui si usa la propria attenzione. Normalmente la coscienza si ritira dal dolore e cerca di evitarlo con una contrazione muscolare, il che crea una certa insensibilità. Esaminando oggettivamente un punto doloroso, e specialmente cercandone il centro, si ottiene distensione per il solo fatto di averne fatto oggetto di osservazione.

ESERCIZI A COPPIE
I movimenti in due sono possono divenire un mezzo per scoprire tensioni che non erano state ancora individuate.

ESERCIZI DI CONTATTO

CONTATTO CON IL SUOLO
Il contatto con il suolo è importantissimo per acquistare dimestichezza con la sensazione di appoggio e sostegno. Sarà poi possibile trasferire questa sensazione a qualsiasi posizione, seduti, sdraiati o in piedi, poiché in ogni caso noi siamo sempre sorretti. Se avvertiamo coscientemente questo sostegno sarà più facile rilassarci ed evitare tensioni inutili. Inoltre il pavimento riflette la struttura topografica dell'appoggio: in base alla pressione al suolo si prende coscienza dei punti in cui esiste una protuberanza o un avvallamento, delle zone dove il contatto è libero e dove invece sentiamo tensione.

CONTATTO CON PICCOLI OGGETTI
Attraverso il contatto e l'appoggio su piccoli oggetti come: bastoni, palle o rotoli, creiamo la possibilità di focalizzare l'attenzione su piccole parti del corpo, di rappresentarci queste parti e, parallelamente, di osservare quali sensazioni affiorano alla coscienza. Quindi, attraverso piccoli movimenti, osserviamo la relazione tra questi punti e le altre parti del corpo, oppure, ancora, creiamo un movimento che generi un sottile massaggio. Acquistiamo inoltre la capacità di portare con fluidità l'osservazione dall'interno all'esterno del corpo.

IL MOVIMENTO ORGANICO

Dopo aver sperimentato la passività e il rilassamento, sperimentiamo come mantenere il rilassamento durante il movimento, cioè come ottenere un rilassamento dinamico.

Quando parliamo di un movimento armonico, coordinato, organico, intendiamo un movimento che non impacci né la circolazione del sangue, né la respirazione, né le altre funzioni organiche e che garantisca un massimo di efficacia con un minimo di energia. Cerchiamo cioè un movimento naturale, una qualità fluida e rilassata che sia, in sé, un beneficio per il corpo.

MOVIMENTI DI ESPLORAZIONE E ASCOLTO
L'obiettivo non è di mettere in atto un movimento, ma di cogliere quello che esso permette di scoprire. Il principio è la esplorazione e la sperimentazione personale.

Il lavoro consiste nel fare movimenti semplici, dapprima di parti del corpo isolate, poi di più parti contemporaneamente, e nell'osservare come il movimento che nasce da una parte del corpo si trasmetta, attraverso i muscoli, le ossa, le articolazioni alle altre parti del corpo; lasciamo cioè che il corpo osservi questa relazione e che si organizzi in modo conseguente.

MOVIMENTI LIBERI
Questo lavoro sviluppa la facoltà di improvvisazione del corpo, esplorando l'infinita varietà di movimenti che il nostro corpo può fare, ci porta ad una più ampia conoscenza di noi stessi, a superare la preoccupazione degli errori, a riconoscere quello che è gratificante, a immaginare nuove possibilità e a provare il piacere della libertà funzionale.

MOVIMENTI DI CONTROLLO A TEMPO LENTO E CONTINUO
Un movimento compiuto molto lentamente e regolarmente, senza scosse, sviluppa la capacità di indirizzare l'energia nel punto voluto nella quantità e regolarità volute. Questo lento lavoro procura inoltre, per riflesso fisiologico, una distensione graduale dei muscoli antagonisti (i muscoli opposti a quelli che eseguono il movimento, che, se raccorciati, impediscono la scioltezza del movimento). Aumenta la forza muscolare e l'elasticità articolare, contemporaneamente ad una più acuta padronanza neuro - muscolare. Questo lavoro è molto utile quando desideriamo acquistare padronanza di un movimento, si tratti di scrivere a macchina o di suonare il violino.

MOVIMENTI DI DISEGNO
Questi movimenti lavorano sulla qualità di leggerezza. Il principio fondamentale è quello di dirigere l'attenzione alla periferia del corpo e nello spazio. Usiamo il termine "disegno" perché l'attenzione è rivolta al tracciato e non alle dita o alle altre parti del corpo con cui vogliamo disegnarlo; lavoriamo cioè sulla relazione tra l'immagine della traiettoria e la sua realizzazione.

MOVIMENTI DI FORZA RESISTENTE
Si tratta del movimento prodotto da una forza che respinge un oggetto, come ad esempio quello che facciamo per alzarci da una poltrona spingendo sui braccioli.

MOVIMENTI OSCILLATORI
Movimenti ripetuti ritmicamente, con attenzione alla fase discendente: si utilizza cioè il peso per dare lo slancio. Questo tipo di movimento mette particolarmente in evidenza la natura del movimento stesso cioè l'alternanza tra passività e attività. Lasciare che il corpo segua le leggi della fisica senza gli impedimenti dovuti a tensioni, significa farlo lavorare in economia.

LA POSTURA

Con la parola postura intendiamo la posizione globale del corpo sia statico che dinamico. La migliore postura è quella che facilita la funzione muscolare, consentendo nello stesso tempo libera respirazione e libera circolazione. Consideriamo la postura non come una posizione statica, ma come un'azione, un continuo ricreare l'equilibrio del corpo. Una postura "scomoda" può avere varie origini: stanchezza, oppure disturbi gastrici che possono ad esempio far curvare la testa e le spalle in avanti; uno stato emotivo.... Parallelamente al tentativo di eliminarne le cause, possiamo trovare un aiuto in esercizi che tengono conto di certi dati funzionali, come la collocazione del peso (centri di gravità), il rapporto tra la testa e la colonna vertebrale, il raddrizzamento e l'alleggerimento del corpo e così via.

COLLOCAZIONE DEL PESO
La forza di gravità influisce per tutta la vita sul nostro organismo, ci forma o ci deforma secondo il modo in cui noi sappiamo usarla. Il lavoro consiste nell'agire sul corpo in modo da permettergli di stare eretto senza sforzo.

La colonna vertebrale è il punto di incontro di interazioni e funzioni, nel quale tutte le parti del corpo entrano in contatto e si equilibrano scambievolmente. Lo stato della schiena condiziona, ad esempio, il movimento della testa, la posizione delle spalle, il tono muscolare dei piedi e il loro appoggio a terra. Idealmente la colonna vertebrale ha il compito di distribuire il peso e quando questo non avviene alcune sue parti vengono sovraccaricate.

Cercheremo quindi di allineare i segmenti corporei il più vicino possibile all'asse verticale così che il peso cada direttamente sulla superficie d'appoggio.

L'ALLINEAMENTO DEL CORPO
La postura ideale è un continuo riequilibrarsi delle forze discendenti e ascendenti, tra lasciare andare il peso ed estendersi lungo l'asse centrale del corpo. Lavorare sulla postura vuol dire anche dare tono ai muscoli profondi, prendere coscienza dell'allineamento e alleggerire la postura stessa sviluppando la percezione interna di estensione.

CAMMINARE
Il camminare è uno spostamento del peso, determinato dal desiderio di occupare un altro posto nello spazio. Data la forza di gravità, ciò è possibile soltanto se ci appoggiamo a qualcosa (il suolo) e poi lo respingiamo per avanzare. Lo studio dell'andatura può essere così suddiviso: 1) controllo dei muscoli delle gambe, 2) controllo del peso e dell'equilibrio, 3) sintesi dei due dati con il principio di leggerezza.

LA RESPIRAZIONE

Come possiamo capire se il nostro respiro è libero? Cosa succede al respiro quando facciamo uno sforzo o quando siamo emozionati? Che relazione c'è tra il respiro e la struttura corporea?

Il respiro è allo stesso tempo strumento ed espressione di un cambiamento strutturale.

Per acquisire padronanza e comprensione della respirazione, come primo approccio, osserviamo la regola di non intervenire e non bloccare questa funzione; tendiamo cioè a suggerire una sua osservazione piuttosto che a indurre un intervento muscolare attivo.

Osservando l'ampiezza, il ritmo (in diverse circostanze: in stato di passività globale, in stato di attività, nei momenti di passaggio, durante le posizioni) possiamo, nel tempo, renderci conto e prendere atto dei momenti in cui questa diventa difficile o si blocca.

A questa presa di coscienza facilmente succede molto naturalmente una spontanea distensione: impariamo cioè che possiamo concederci il tempo di respirare.

Attraverso gli esercizi di rilassamento muscolare, inoltre, come abbiamo già descritto, tendiamo a ridurre le tensioni e le contrazioni anche di quei muscoli che intralciano la respirazione normale.

Solo successivamente passiamo agli esercizi respiratori propriamente detti, cioè alla respirazione attiva o volontaria. Praticamente ogni esercizio che eseguiamo viene sottolineato da un invito a osservare la respirazione nel suo ritmo e ampiezza, a lasciare che questa non venga disturbata dal movimento, a far sì che, nel tempo, movimento e respirazione trovino il modo di armonizzarsi, aiutandosi scambievolmente.

RESPIRAZIONE ATTIVA E PASSIVA
Comprende una serie di esercizi in cui volontariamente si modifica il ritmo, l'ampiezza respiratoria, e il cui fine non è quello di portare più aria nei polmoni, ma di prendere coscienza dei meccanismi della respirazione, sia di quella attiva e volontaria che di quella passiva, libera, naturale.

LA VOCE PARLATA E CANTATA, RUMORI E SUONI ARTICOLATI
Teniamo presente che le vibrazioni delle corde vocali, il lavoro dei muscoli della respirazione e dell'articolazione del suono, non si distinguono affatto, come principio, dagli altri movimenti muscolari; possiamo infatti avere coscienza di questi così come del resto del corpo. Inoltre le vibrazioni della voce procurano un massaggio profondo.


LEZIONI REGISTRATE

Una pagina dedicata solo ai soci dell'associazione.
Un archivio di numerose lezioni registrate che possono essere fatte a casa.
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