TRAGER


L'APPROCCIO TRAGER

E' un innovativo metodo di educazione al movimento e al rilassamento, una disciplina di lavoro somatico molto diffusa e praticata negli Stati Uniti sia in ambito terapeutico, sia come pratica preventiva nel mantenimento del benessere psicofisico.

Questo metodo è stato ideato dal dottor Milton Trager (1908-1997) e da lui sviluppato in oltre sessanta anni di lavoro.

Il principio su cui si basa: I traumi emotivi e fisici, lo stress o le abitudini motorie errate, che inibiscono o bloccano la libertà del movimento, sono memorizzati come schemi motori a livello inconscio; tali schemi possono essere modificati attraverso un lavoro che permetta di sperimentare e percepire la capacità di cambiamento.

L'obbiettivo non è combattere il dolore, nè lavorare contro una resistenza, ma favorire attraverso il rilassamento, l'abbandono di quelle tensioni che lo provocano.


A COSA SERVE

Forse quello che differenzia maggiormente il Trager da altre forme di lavoro corporeo è il punto verso il quale sono focalizzate le azioni dell'educatore: egli, pur toccando i tessuti pelle, muscoli, articolazioni non li manipola ma, attraverso un contatto manuale attento, delicato, leggero e piacevole suggerisce una direzione, facilita la distensione e la mobilità, invita all'ascolto e alla consapevolezza del prorio corpo, ad abbandonare posture e schemi corporei che si sono sviluppati come risposte a circostanze avverse quali incidenti, interventi chirurgici, malattie, cattiva postura, traumi emozionali, stress della vita quotidiana o scarsa abitudine al movimento.

In una sessione di Trager di un'ora ci sono migliaia di contatti ritmici e leggeri, e ciascuno di essi è un'opportunità per creare e approfondire sensazioni di leggerezza, libertà, rilassamento naturalezza e pace.

Gli effetti di una sessione di Trager si hanno già dopo la prima seduta e continuano a produrre effetti positivi anche molto tempo dopo la sessione.

L'approccio Trager non è però in sé una cura medica, bensì un'esperienza di apprendimento: un approccio che insegna a "usare" bene se stessi, ad avere tutte le parti di sè ben integrate e coordinate, a sentirsi connessi con le energie che ci sostengono.

Il trattamento tipo, che lascia benefici davvero durevoli, prevede una decina di sedute, ma spesso anche un numero inferiore di incontri (5-6) è sufficiente a dare al corpo preziosi suggerimenti di salute.


COME SI SVOLGE

Una sessione di integrazione è individuale e dura da un'ora ad un'ora e mezza; consiste in una parte di movimento passivo ed una parte movimento attivo.

Nella prima parte del lavoro la persona è sdraiata su un lettino, (seduta od eretta a seconda delle circostanze) e l'educatore, mediante un contatto manuale attento, delicato, leggero e piacevole, muove gentilmente e ritmicamente gli arti, i tessuti, le articolazioni con il fine di facilitare la mobilità.

Le oscillazioni ritmiche, tipiche di questo approccio, agiscono sui recettori del movimento (propriocettori), questo ha due effetti: uno di creare calma e rilassamanto, l'altro di far sentire, attraverso l'onda dell'oscillazione che coinvolge tutto il corpo, la connessione tra ossa, muscoli e articolazioni. Sentire questa connessione, in una modalità comoda, fluida, fa riacquistare la consapevolezza che il nostro corpo è una unità articolata.
I macro e micro movimenti sono un sottile suggerimento per il sistema nervoso: il corpo non viene mai sottoposto a tensioni e il sistema propriocettivo impara quanto certe posizioni e movimenti possano essere possibili.
La delicatezza e gradevolezza dei movimenti riducono la percezione del dolore e aprono alla possibilità del cambiamento.

Dato che le sensazioni percepite durante una sessione rimangono impresse e possono essere richiamate successivamente nei movimenti che facciamo ogni giorno, l'obiettivo della seconda parte del lavoro sarà proprio quello di guidare la persona nella sperimentazione di quanto percepito nel lavoro passivo.
Si eseguiranno quindi dei movimenti semplici o dei gesti quotidiani per esplorare la posibilità di ritrovare, nel muoversi, quelle sensazioni di libertà, peso e leggerezza sperimentate sul lettino.


A CHI E' CONSIGLIATO

Può essere di aiuto in casi specifici come: per il recupero dopo un trauma, in gravdianza, in caso di Parkinson...
In realtà questo metodo può portare sollievo a tutti, perché tutti oggi soffriamo di una qualche forma di contrattura muscolare legata allo stress.
L'approccio funziona sia con bambini, che con gli adulti e gli anziani.

Le controindicazioni sono per i soggetti affetti da: tromboflebiti attive, cardiopatie particolarmente gravi, recenti operazioni alle articolazioni. In caso di malattie particolarmente serie, è comunque meglio avere prima l'approvazione del medico curante.

Il metodo Trager è usato anche in sinergia con trattamenti chiropratici e di riabilitazione motoria.


Le sedute di INTEGRAZIONE TRAGER sono tenute da ELSA MERSI certificata practitioner dall'istituto Trager dal 1996